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Museo CAD
Description

Museo CAD

Fondazione Amalia Ciardi Duprè
Via degli Artisti 54r
Florence
amaliaciardidupre.it

Erede di una famiglia che annovera uno tra i più importanti scultori dell’ottocento, Giovanni Duprè,  Amalia prende il nome dalla zia, anch’essa scultrice.  Dopo gli studi classici frequenta l’Accademia di belle Arti di Firenze e successivamente conduce esperienze di lavoro a Milano e Roma. Allestisce personali in Italia e all’estero, conseguendo importanti riconoscimenti e premi. Insegna presso il Liceo Artistico e l’Istituto D’Arte di Porta Romana di Firenze, negli anni dal 1970 al 1980. Negli anni ’60 e ’70 denuncia nelle sue opere la guerra, le stragi, la droga e tutte le forme di sopraffazione dell’epoca contemporanea. Fin dal 1966 collabora con noti architetti (Bicocchi, Monsani, Fagnoni, Berardi) per importanti cicli decorativi scultorei e arredi liturgici. Dalla fine degli anni 70 al 1987 lavora a Vincigliata dove decora la piccola cappella di San Lorenzo e vi realizza la sua opera più importante: le tre pareti dell’abside dell’antica chiesa, su cui vengono illustrate in terracotta le storie dell’antico e del nuovo testamento. Accanto all’arte sacra e alle opere sulle tematiche sociali a lei care, come mafia,  immigrazione e ingiustizia, coesistono i temi ricorrenti della maternità, del mito e dell’amore. Realizza opere scultoree fondamentali per alcuni ordini religiosi (Vallombrosani, Rogazionisti, Cappuccini), monumenti dedicati ai santi come Padre Pio, Annibale Di Francia, Giovanni Gualberto e altri. Le sue opere si trovano in piazze, chiese e palazzi di numerose città italiane (Firenze, Fiesole, Siena, Livorno, Prato, Pisa, Roma, Pordenone, Udine, Foggia) ed estere come New York e Parigi.
Il museo CAD è stato fortemente voluto dalla Fondazione Amalia Ciardi Duprè per realizzare il sogno di Amalia, che in via degli Artisti aveva il suo laboratorio. Contiene i bozzetti relativi alle opere riprodotti in misura monumentale, una grossa collezione di disegni, “il vero amore della mia vita” secondo le parole dell’Arista, oltre a marmi e bronzi rimasti di sua proprietà.

Hereis of a family that includes one of the most important sculptors of the nineteenth century, Giovanni Duprè, Amalia is named after his aunt, also a sculptor. After classical studies he attended the Academy of Fine Arts in Florence and subsequently conducted work experience in Milan and Rome. She set up Personal exhibitions in Italy and abroad, earning important awards and prizes. He teaches at the Artistic High School and the Art Institute of Porta Romana in Florence, in the years 1970 to 1980. In the 1960s and 1970s he denounced in his works war, massacres, drugs and all forms of overwhelming of contemporary times. Since 1966 he has worked with well-known architects (Bicocchi, Monsani, Fagnoni, Berardi) for important sculptural and liturgical decorative cycles. From the late 1970s to 1987 he worked in Vincigliata where he decorated the small chapel of San Lorenzo and realized his most important work: the three walls of the apse of the ancient church, on which the stories of the ancient and of the new testament. Alongside sacred art and works on social issues such as mafia, immigration and injustice, the recurring themes of maternity, myth and love coexist. It carries out basic sculptural works for some religious orders (Vallombrosani, Rogazionisti, Cappuccini), monuments dedicated to the saints such as Father Pio, Annibale of France, Giovanni Gualberto and others. His works are in squares, churches and palaces of many Italian cities (Florence, Fiesole, Siena, Livorno, Prato, Pisa, Rome, Pordenone, Udine, Foggia) and foreigners such as New York and Paris.The CAD museum was strongly requested by the Amalia Ciardi Duprè Foundation to realize the Amalia’s dream, which had its own laboratory in Via degli Artisti. It contains sketches of her works that are reproduced monumentally, a large collection of drawings, “the true love of my life” in the words of the Artist, in addition to marble and bronze that remained of his own.

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“Le mie opere sono i miei figli. Sono il frutto dei miei affetti e dei miei sforzi. Come tutti i genitori ho desiderato uno spazio dove poter sistemare al meglio i miei figli”.
“My works are my children. They are the results of my affections and of my efforts. Like all parents, I just wanted a space where I could best fit my children.”

Amalia Ciardi Duprè
2015